Olio extra vergine d'oliva Puglia

L’olio extravergine di oliva

L’ulivo domina il paesaggio salentino e costituisce un ingrediente irrinunciabile della cucina locale. L’olio di Puglia è ormai conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo e non mancano i riconoscimenti per le produzioni di eccellenza di tante realtà locali.

Il sapore dell’olio extravergine di oliva salentino è l’espressione fresca e genuina delle varietà caratteristiche locali come le olive leccine e le celline. Ottimo in cucina ma anche da gustare crudo sul pane e su tutti i prodotti dell’orto.

Vino Negroamaro Salento Puglia

Il negroamaro

Negro Amaro o Niuru Maru, Nicra Amaro o Nero Leccese. Il Negroamaro è un vino conosciuto con molti nomi, ma che racchiude in sé un’anima unica.

Il suo profumo richiama alle assolate terre salentine, mentre il sapore inimitabile lo ha fatto apprezzare in tutta Italia ed anche all’estero.

La sua origine è molto antica e si deve far risalire con molta probabilità alla colonizzazione greca che ebbe luogo in tutta la penisola salentina in epoche antiche.

Il Negro Amaro ha grappoli di media grandezza, gli acini sono grandi, dalle spesse bucce nere con venature violette. Vitigno generoso, si coltiva “ad alberello” per le vinificazioni di qualità.

Dal Negramaro si ottengono robusti vini rossi o freschi e profumati rosati, ideali per accompagnare i piatti di terra e di mare della cucina locale.

Assolutamente da non perdere le visite in cantina organizzate dai nostri produttori.

Cicoria otrantina verdura Puglia

La cicoria otrantina

A Otranto, nella Valle dell’Idro e intorno ai Laghi di Alimini, dove nei terreni sabbiosi scorre una ricca falda acquifera superficiale captata da “pozzelle” (cisterne poco profonde scavate a mano) cresce la Cicoria Otrantina. Caratterizzata da una particolare delicatezza e dall’assenza di note amare tipiche delle altre cicorie, la Cicoria Otrantina ha ottime proprietà depurative ed è adatta sia per gustose ma leggere preparazioni in cucina sia per essere mangiata cruda, da sola o in insalata. Da provare la cicoria otrantina al forno con le olive.

Cava di Bauxite Otranto

Cava di Bauxite

La cava di Bauxite è un ex giacimento di estrazione mineraria in cui si è formato un laghetto il cui colore dell’acqua crea un incredibile contrasto con quello delle pareti rocciose che lo circondano.

Il laghetto, formatosi nel corso degli anni dopo l’abbandono del sito minerario, a causa delle infiltrazioni d’acqua di una delle tante falde presenti sul territorio carsico, deve il suo colore particolarmente intenso grazie alla presenza di residui di bauxite nella cava, stesso motivo per cui il colore della terra circostante è di rosso intenso.

Si trova nei pressi del faro di Punta Palascia e del Monte Sant’Angelo, a pochi chilometri a sud di Otranto, proseguendo in direzione del Bosco Le Orte. La miniera è a cielo aperto ed il sito è liberamente visitabile.

Laghi Alimini Otranto

I Laghi Alimini

Situati a nord di Otranto, il laghi Alimini sono due laghi, Alimini Grande ed Alimini Piccolo, collegati da un canale chiamato “Lu Strittu”, che fanno parte dell’ omonima oasi protetta.

Alimini Grande è circondato quasi completamente da pinete e macchia mediterranea ed ha una percentuale di salinità quasi uguale a quella marina, essendo stato generato dall’erosione del mare. Il tratto settentrionale, chiamato “Palude Traguano” è ricco di sorgenti, tra cui quella denominata “Zudrea” che, insieme al mare, alimenta il lago.

Alimini piccolo, chiamato anche “Fontanelle”, è alimentato dal canale “Rio Grande” ed è ricco di sorgenti di acqua dolce, motivo per cui le acque del lago sono prevalentemente dolci.

La zona è l’ideale per chi desidera osservare un paesaggio incontaminato costituito da una ricca avifauna di specie migratorie quali: la cicogna bianca, il fenicottero, le gru, le oche selvatiche ed i cigni. Sono presenti anche una vasta varietà di rapaci come i falchi della palude, i gheppi, i nibbi, le aquile imperiali, il gufo reale, l’allocco il barbagianni.

Tra i mammiferi si possono osservare i tassi, le puzzole e i furetti.

I laghi, con la caratteristica vegetazione e la vasta e varia fauna costituiscono uno dei luoghi naturali più preziosi del Salento e fanno parte della Zona di Protezione Speciale.

L'albero della vita, mosaico nella cattedrale di Otranto

L’Albero della Vita (nella Cattedrale di Otranto)

Il mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto è stato realizzato tra il 1163 ed il 1165 dal monaco Pantaleone. Dettaglio affascinante, che da adito a diverse teorie, è la firma dell’autore incisa nella parte inferiore del mosaico, non all’interno della chiesa ma all’esterno subito dopo la soglia della porta. Realizzato con circa 600.000 tessere di calcare, il mosaico ricopre l’intero pavimento della cattedrale.

Nella parte centrale è raffigurato un albero, con i rami del bene e del male, che, secondo la maggior parte degli esperti, rappresenta l’albero della vita, ma le scuole di pensiero sono diverse e finora non si è giunti ad ad una conclusione comune che soddisfi tutte le ipotesi.

Attorno all’albero sono rappresentate una moltitudine di scene tratte sia dall’antico testamento che da altri contesti.

Tra le tante vi sono: la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, Re Artù a dorso di un caprone, Caino con in mano un bastone nell’atto di colpire Abele ricurvo dal dolore, il Demonio sotto forma di serpente tra Adamo ed Eva, il diluvio universale con la mano di Dio su Noè inginocchiato e dall’altra parte gli animali mentre salgono sull’Arca.

La ricchezza degli elementi rappresentati, che raffigurano numerosi simboli di culture diverse, sono un’ulteriore testimonianza del fatto che la posizione geografica di cui gode Otranto ha favorito lo scambio e l’incontro fra culture e popoli differenti, fra Occidente ed Oriente.

Cattedrale di Otranto

La Cattedrale di Otranto

È la cattedrale più grande del Salento e si trova nel punto più alto della città, nel pieno centro del borgo antico.

Fu edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano, nella seconda metà dell’anno 1000 ed è dedicata a Santa Maria Annunziata.

L’episodio più famoso legato alla cattedrale è certamente quello dell’invasione turca del 1480, durante la quale all’interno della cattedrale furono massacrati tutti i cristiani che vi cercarono rifugio. Inoltre la cattedrale venne adibita a moschea ed i suoi tesori artistici andarono distrutti. Tutto questo fino a quando la città non venne liberata ad opera degli Aragonesi.

La struttura interna è costituita da tre navate e proprio in fondo alla navata destra si trova la “cappella dei Martiri”, cioè degli 800 cristiani massacrati dai turchi perchè si rifiutarono di rinnegare la propria fede, ed è la parte della chiesa dedicata al ricordo dello sterminio dei “Martiri d’Otranto”.

Vista di Otranto

Il borgo antico di Otranto

Otranto è il comune più ad est dello stivale e per secoli ha rappresentato un luogo di scambio culturale, artistico e commerciale tra Occidente ed Oriente.

Conta 5.724 abitanti e sorge sull’omonimo Canale d’Otranto che separa l’Italia dall’Albania. Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell’UNESCO per la pace e fa parte del club “I borghi più belli d’Italia”.

Uno dei luoghi più caratteristici, meta di turisti e residenti, è Punta Palascia, conosciuta anche come Capo d’Otranto, da cui si può assistere alla prima alba dell’anno nuovo, essendo in assoluto il punto più ad est d’Italia.

Oranto è una città fortificata ed il suo borgo antico è racchiuso dalle mura difensive che consentono l’accesso al proprio interno attraverso la Porta Alfonsina.

Testimonianza del passaggio di vari popoli, come Bizantini, Normanni, Angioini, Aragonesi e Turchi, sono i suoi tesori artistici ed architettonici, come il Castello Aragonese, antica fortezza militare fatta costruire da Ferdinando I D’Aragona, attualmente utilizzato per mostre ed avvenimenti culturali, famoso anche per aver dato il nome al primo romanzo gotico nella letteratura inglese.

Dalla piazza in cui sorge il castello si diramano un labirinto di vicoli che proseguono per tutto il borgo antico e collegano i vari luoghi caratteristici e le bellezze artistiche come la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, la bizantina Chiesetta di San Pietro, la chiesa della Madonna dell’Altomare, Palazzo Lopez, Palazzo de Mori.

Il grande sistema di difesa delle mura d’Otranto è il risultato di numerose modifiche che si sono avvicendate nel corso dei secoli, partendo dall’età messapica e romana fino ad arrivare agli interventi effettuati in epoca angioina.