Ci sono giornate in cui vale la pena lasciare il mare per qualche ora e dirigersi verso l’entroterra salentino. A Galatina bastano pochi passi nel centro storico per accorgersi che il Salento può cambiare completamente volto senza percorrere grandi distanze.
Qui le strade conducono tra palazzi, corti e chiese, ma c’è soprattutto un luogo capace di sorprendere anche chi pensa di conoscere bene l’arte del territorio: la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, con le pareti quasi interamente ricoperte di affreschi. Poi c’è il pasticciotto, che a Galatina non è soltanto qualcosa da assaggiare, ma parte della storia cittadina.
Visitare Galatina durante una vacanza in Salento significa quindi concedersi una giornata diversa. Si può arrivare al mattino, attraversare il centro a piedi, entrare nella Basilica, cercare le corti nascoste dietro i portoni e fermarsi davanti al bancone di una pasticceria storica. Un itinerario semplice, ma ricco di dettagli da ricordare.
Galatina, nel cuore del Salento
Galatina occupa una posizione centrale nella penisola salentina, distante dalle località balneari ma abbastanza vicina alle due coste da essere facilmente inserita in una giornata di viaggio. Il suo sviluppo più significativo avvenne tra Medioevo ed età moderna, lasciando nel centro storico una combinazione particolare di architetture gotiche, testimonianze rinascimentali e decorazioni barocche.
È una città da conoscere principalmente a piedi. Basoli, balconi, portali e corti accompagnano il percorso e raccontano una realtà nella quale le abitazioni delle famiglie nobili convivevano con quelle delle persone che lavoravano per loro o vivevano sotto la loro protezione. Alcune di queste antiche case a corte sono ancora riconoscibili nel tessuto urbano.
Corte Pendio, Corte Bandello e le corti di via San Francesco sono alcuni dei punti indicati dagli itinerari turistici cittadini, ma non è necessario seguire un percorso rigido. Una parte del piacere sta proprio nel lasciare le strade principali per osservare ciò che compare dietro un arco o oltre un antico portone.
Santa Caterina d’Alessandria, la sorpresa dietro una facciata di pietra
La tappa che da sola giustifica una visita a Galatina è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria.
La costruzione fu voluta da Raimondello Orsini del Balzo e iniziò nel 1383; nel 1391 l’edificio poteva considerarsi sostanzialmente completato. La sua architettura combina elementi romanici e gotici e già la facciata, con i tre portali e il grande rosone, anticipa il carattere particolare dell’edificio.
È entrando, però, che la percezione cambia completamente.
Pareti, volte e pilastri sono attraversati da un vastissimo ciclo pittorico. Scene della Genesi, dell’Apocalisse, della vita di Cristo, della Vergine e di Santa Caterina trasformano l’interno in una narrazione per immagini. Gli affreschi, prevalentemente quattrocenteschi, rappresentano uno dei patrimoni artistici più importanti della città e rendono la Basilica un caso quasi unico nel panorama dell’Italia meridionale.
Lo sguardo passa continuamente da una scena all’altra. Colori intensi, figure, architetture dipinte e dettagli minutissimi occupano quasi ogni spazio disponibile. È uno di quei luoghi nei quali conviene evitare una visita frettolosa: la ricchezza dell’insieme si comprende realmente soltanto concedendosi il tempo di osservare.
Accanto alla Basilica sorsero anche il convento e l’antico ospedale legati al progetto degli Orsini del Balzo. L’area divenne così non solo un centro religioso, ma anche un punto di riferimento culturale e sociale per la Galatina medievale.
Da Santa Caterina alle corti del centro storico
Uscendo dalla Basilica, la visita può continuare semplicemente camminando.
Il centro di Galatina conserva una dimensione raccolta che permette di passare con naturalezza dalle grandi testimonianze monumentali agli elementi dell’architettura domestica. I palazzi nobiliari si alternano a cortili, balconi, archi e facciate nelle quali la pietra leccese assume forme molto diverse.
Le corti di Galatina sono particolarmente interessanti perché mostrano una parte meno monumentale della storia cittadina. Erano spazi intorno ai quali si organizzava la vita di più nuclei familiari, luoghi di passaggio ma anche di relazione quotidiana.
Passeggiando si arriva verso Piazza San Pietro, uno dei punti centrali della città. Qui si trova la Chiesa Madre dedicata ai Santi Pietro e Paolo, ricostruita nel Settecento e caratterizzata dal linguaggio del Barocco salentino.
Ma a pochi passi dalla piazza si incontra anche un luogo molto più piccolo, legato a una delle tradizioni più complesse e affascinanti del Salento.
La Cappella di San Paolo e la memoria del tarantismo
In via Garibaldi si trova la piccola Chiesa di San Paolo, conosciuta anche come Cappella delle Tarantate.
Per lungo tempo, in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, qui arrivavano persone coinvolte nel fenomeno del tarantismo. Musica, danza, ritualità religiosa e credenze popolari si intrecciavano in un sistema culturale molto più articolato della semplice immagine folkloristica con cui spesso viene rappresentato oggi.
Galatina occupava un posto particolare in questa tradizione. La devozione verso San Paolo e le pratiche legate alla cappella richiamavano persone provenienti da diverse zone del Salento, convinte di poter trovare qui protezione o guarigione.
Visitare questo piccolo edificio dopo la magnificenza di Santa Caterina crea un contrasto interessante. Nel giro di poche strade si passa dalla grande arte medievale a una tradizione popolare che per secoli ha coinvolto musica, religiosità, corpo e comunità.
Non occorre approfondire ogni aspetto del tarantismo durante una sola visita. Anche conoscere l’esistenza della cappella e il ruolo avuto nella cultura salentina permette di leggere Galatina con occhi differenti.
Poi arriva il momento del pasticciotto
A questo punto, continuare a parlare di Galatina ignorando il pasticciotto sarebbe quasi impossibile.
Frolla friabile, crema pasticcera e una forma ovale immediatamente riconoscibile: oggi il pasticciotto è presente in tutto il Salento, ma la tradizione ne lega fortemente la nascita a Galatina e alla famiglia Ascalone.
La storica pasticceria cittadina risulta attiva da secoli e Unioncamere la inserisce nel Registro delle Imprese Storiche italiane. Secondo la tradizione tramandata dall’attività, proprio qui nacque il pasticciotto dall’unione di pasta frolla e crema all’interno di un piccolo stampo.
Il portale turistico di Galatina inserisce infatti la sosta alla Pasticceria Ascalone tra le tappe principali di una visita al centro storico.
Assaggiarlo qui ha inevitabilmente un sapore diverso. Meglio ancora se appena sfornato, quando la frolla è ancora tiepida e la crema conserva tutta la sua morbidezza.
È una pausa che non ha bisogno di essere trasformata in una degustazione elaborata. Un pasticciotto, un caffè e qualche minuto seduti o in piedi davanti al bancone sono sufficienti per entrare in una delle abitudini più piacevoli del territorio.
Galatina in estate: meglio al mattino o verso sera
Durante agosto, Galatina può essere una buona alternativa alle ore trascorse interamente sulla costa.
Per godersi il centro storico conviene scegliere le prime ore della giornata oppure il tardo pomeriggio, evitando le temperature più elevate. Anche il portale turistico cittadino suggerisce mattino e pomeriggio come momenti adatti per gli itinerari nel centro.
Al mattino l’esperienza può iniziare proprio con il pasticciotto, proseguire verso Santa Caterina e continuare tra corti e palazzi. Nel tardo pomeriggio, invece, le strade acquistano gradualmente una luce diversa e la passeggiata può allungarsi fino alla sera.
Una visita di qualche ora è sufficiente per vedere i luoghi principali, ma Galatina invita facilmente a restare più del previsto. Non perché ci sia una lunga lista di attrazioni da completare, ma perché arte, architettura e vita quotidiana convivono in uno spazio relativamente piccolo. Il sito turistico ufficiale propone persino un itinerario essenziale di un’ora, segno di quanto il centro sia semplice da esplorare anche durante una breve deviazione.
Una giornata diversa durante una vacanza nel Salento
Galatina dimostra che per cambiare completamente atmosfera durante una vacanza non è necessario allontanarsi molto.
Dopo giornate trascorse tra il mare di Otranto e la Baia dei Turchi, entrare nella penombra affrescata di Santa Caterina, attraversare una corte e assaggiare un pasticciotto appena preparato permette di incontrare un altro volto del territorio.
È una destinazione che unisce esperienze molto diverse senza bisogno di costruire programmi complicati. Arte medievale, architettura salentina, tradizioni popolari e pasticceria convivono nel raggio di poche strade e trasformano una semplice escursione nell’entroterra in uno dei ricordi più interessanti del viaggio.
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