A Tricase il paesaggio cambia nel giro di pochi chilometri. Si parte dalle piazze e dai palazzi del centro storico, si attraversa una campagna che conserva ancora tracce profonde della storia locale e, poco dopo, ci si ritrova davanti all’Adriatico, tra piccoli approdi, scogliere e piscine naturali.

È proprio questa varietà a rendere Tricase una meta interessante durante un soggiorno nel Salento. Non serve scegliere tra entroterra e mare: qui le due anime del territorio convivono e permettono di costruire una giornata completa, senza inseguire troppe tappe.

Dal centro storico a Tricase Porto, passando per la monumentale Quercia Vallonea e arrivando fino a Marina Serra, l’itinerario alterna architettura, natura e vita costiera. Un modo piacevole per scoprire una parte del Salento diversa da quella più conosciuta intorno a Otranto.

Piazza Pisanelli, il cuore di Tricase

Il punto migliore da cui iniziare è Piazza Giuseppe Pisanelli, centro storico e simbolico della città.

Qui si affacciano alcuni degli edifici più rappresentativi di Tricase e basta fermarsi qualche minuto al centro della piazza per cogliere il carattere del luogo. Le facciate in pietra, gli edifici religiosi e il grande Palazzo dei Principi Gallone compongono uno spazio armonioso, vissuto ancora oggi come parte della quotidianità cittadina.

Palazzo Gallone riunisce elementi di una struttura difensiva medievale e quelli di una successiva residenza nobiliare. Le parti più antiche comprendono la torre e il torrione, mentre il corpo principale venne realizzato nel Seicento per volontà della famiglia Gallone, che ebbe un ruolo centrale nella storia della città.

Una tradizione locale racconta che il palazzo dovesse avere tante stanze quanti sono i giorni dell’anno. Leggenda o meno, l’edificio colpisce per le dimensioni e per la posizione dominante sulla piazza.

Oggi ospita il Municipio e continua a rappresentare uno dei punti di riferimento del centro storico.

Le chiese e le strade del centro

Da Piazza Pisanelli si può proseguire senza seguire un percorso troppo rigido.

La Chiesa Madre, dedicata alla Natività della Beata Maria Vergine, conserva un interno ampio, scandito da altari e decorazioni che testimoniano le diverse fasi della sua storia.

Poco distante si trova la Chiesa di San Domenico, completata alla fine del Seicento e affacciata direttamente sulla piazza. Le sue forme accompagnano naturalmente il passaggio tra architettura civile e religiosa, uno degli aspetti che rendono interessante questa parte di Tricase.

Vale la pena raggiungere anche la Chiesa di San Michele Arcangelo, conosciuta come Sant’Angelo. Più raccolta rispetto agli edifici che dominano Piazza Pisanelli, conserva un carattere elegante e proporzioni particolarmente armoniose.

Ma Tricase non si scopre soltanto entrando nelle chiese. Una parte del piacere sta nel camminare tra le strade laterali, osservare i portali, le corti, le abitazioni storiche e quei dettagli in pietra che spesso raccontano il territorio meglio di una lunga lista di monumenti.

La Quercia Vallonea, sette secoli di storia

Lasciando il centro e dirigendosi verso il mare si incontra una presenza che appartiene ormai all’identità di Tricase: la Quercia Vallonea.

L’albero è considerato uno degli esemplari più antichi d’Italia e la sua età viene stimata intorno ai settecento anni. La chioma ampia e il tronco imponente rendono immediatamente evidente perché sia diventato un monumento naturale del territorio.

Fermarsi qui permette di interrompere per qualche minuto il percorso verso la costa e osservare un paesaggio diverso da quello appena lasciato.

Per secoli la vallonea ha avuto anche un ruolo economico. Le ghiande e soprattutto le cupole che le avvolgono sono ricche di tannini e venivano utilizzate nella concia delle pelli. La presenza di questi alberi nel territorio racconta quindi non soltanto una storia botanica, ma anche un capitolo delle attività artigianali e commerciali del Salento.

Oggi la grande quercia rimane soprattutto una testimonianza viva del tempo. Passare dalla pietra dei palazzi a un albero che attraversa secoli di storia rende ancora più evidente la varietà di questa giornata.

Tricase Porto e il rapporto con l’Adriatico

Proseguendo verso la costa si raggiunge Tricase Porto.

La marina conserva un carattere diverso rispetto alle località balneari più grandi del Salento. Il piccolo approdo, le barche e le abitazioni affacciate sul mare ricordano il lungo rapporto tra questa comunità e l’Adriatico.

La pesca ha segnato per generazioni la vita del luogo e ancora oggi il porto mantiene una dimensione quotidiana che va oltre la stagione turistica.

Qui non serve programmare necessariamente qualcosa da vedere. Si può semplicemente passeggiare lungo il porto, osservare il movimento delle barche o fermarsi per pranzo prima di continuare verso sud.

È proprio questo passaggio a dare equilibrio alla giornata. Dopo una mattinata trascorsa tra palazzi e chiese, Tricase Porto introduce un ritmo completamente diverso, fatto di mare aperto, vento e piccoli gesti quotidiani.

Marina Serra e la sua piscina naturale

Pochi chilometri separano Tricase Porto da Marina Serra, una delle località più riconoscibili della costa sud-orientale del Salento.

Il luogo è conosciuto soprattutto per la piscina naturale, una conca protetta dalla roccia nella quale l’acqua del mare entra creando un ambiente raccolto e particolarmente suggestivo.

Non ci sono grandi distese di sabbia. Il paesaggio è dominato dalla pietra, dalle scogliere e da un mare che assume sfumature diverse a seconda della luce e delle condizioni della giornata.

Durante l’estate la piscina naturale può essere molto frequentata, quindi le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio possono offrire un’esperienza più piacevole. Prima di entrare in acqua è sempre consigliabile verificare le condizioni del mare e utilizzare gli accessi più sicuri.

Anche senza fare il bagno, Marina Serra merita una sosta. Basta allontanare lo sguardo dalla piscina per ritrovare immediatamente la dimensione più aperta dell’Adriatico, con la costa rocciosa che prosegue verso Santa Maria di Leuca.

Un territorio tra mare e natura

Una parte del territorio di Tricase rientra nel Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

La presenza del Parco aiuta a comprendere la ricchezza naturale di questo tratto di costa, dove macchia mediterranea, scogliere, sentieri e zone boscate si alternano nel giro di pochi chilometri.

Chi ama camminare può trovare in quest’area diversi percorsi che collegano le marine e attraversano tratti panoramici. Tricase Porto e Marina Serra sono inserite anche in itinerari più lunghi che seguono la costa orientale del Salento.

Non è però necessario affrontare un trekking impegnativo per apprezzare il paesaggio. Anche una breve passeggiata permette di osservare la vegetazione, il profilo delle falesie e il modo in cui la campagna arriva quasi fino al mare.

Tricase in un giorno

Tricase è una destinazione adatta a chi ama costruire le proprie giornate alternando esperienze diverse.

La mattina può iniziare con una passeggiata in Piazza Pisanelli e nelle strade del centro storico. Prima di raggiungere il mare ci si può fermare davanti alla Quercia Vallonea, per poi continuare verso Tricase Porto.

Dopo pranzo, Marina Serra permette di concludere la giornata tra la piscina naturale e il paesaggio dell’Adriatico.

Non occorre aggiungere altre tappe per rendere l’itinerario completo. Il fascino nasce proprio dai cambiamenti: la pietra dei palazzi lascia spazio alla campagna, il centro storico al piccolo porto, le architetture barocche alle scogliere modellate dal mare.

È una delle escursioni che meglio raccontano quanto il Salento possa cambiare volto anche percorrendo distanze relativamente brevi.

Vacanza in Masseria in Salento 

Durante una vacanza nei pressi di Otranto, dedicare una giornata a Tricase permette di conoscere una parte diversa della costa adriatica e dell’entroterra salentino.

Dopo aver attraversato piazze, piccoli porti e paesaggi naturali, il rientro verso la Baia dei Turchi riporta alla tranquillità della campagna otrantina.

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