Ci sono luoghi che si riconoscono da un suono. Alle Costantine è quello regolare dei telai in legno, azionati ancora a mano come accadeva più di un secolo fa.

Il rumore delle navette accompagna gesti precisi, fili colorati e disegni che prendono forma lentamente. Intorno, la campagna di Casamassella conserva il silenzio delle giornate salentine, interrotto soltanto dal vento tra gli alberi e dalle voci di chi lavora nel laboratorio.

A pochi chilometri da Otranto, la Fondazione Le Costantine custodisce una storia fatta di donne, artigianato e territorio. Non è soltanto un luogo in cui si producono tessuti. È un progetto nato per offrire nuove possibilità e diventato, nel tempo, uno dei simboli più interessanti del saper fare salentino.

Una storia nata dalle donne di Casamassella

Le origini delle Costantine risalgono agli inizi del Novecento e alla visione di cinque donne della famiglia De Viti De Marco-Starace: Carolina De Viti De Marco, Harriett Lathrop Dunham, Lucia e Giulia Starace e Lucia De Viti De Marco.

In un periodo in cui le opportunità di istruzione e lavoro per le donne erano ancora molto limitate, immaginarono a Casamassella una scuola capace di insegnare competenze concrete alle ragazze del territorio.

La tessitura, il ricamo e il merletto divennero così molto più di attività artigianali. Rappresentavano una possibilità di autonomia economica, uno spazio di formazione e un modo per partecipare alla vita della comunità.

Quella visione continua ancora oggi nella Fondazione Le Costantine, dove la memoria non viene semplicemente conservata, ma trasformata in nuove occasioni di lavoro, cultura e incontro.

“Cantando e Amando”, il laboratorio in cui il tempo ha un altro ritmo

Il cuore della Fondazione è il laboratorio di tessitura chiamato “Cantando e Amando”, nome scelto da Giulia Starace.

Entrando, sono i telai a catturare subito l’attenzione. Antiche strutture in legno a quattro licci continuano a essere utilizzate per creare tessuti destinati alla casa, alla tavola e all’arredamento, insieme ad arazzi, tappeti, borse e accessori.

Ogni fase richiede tempo. I fili devono essere preparati, ordinati e fatti passare nel telaio secondo una sequenza precisa. Il lavoro procede centimetro dopo centimetro e non può essere accelerato senza compromettere il risultato.

È proprio questa lentezza a rendere ogni creazione diversa. Nei tessuti rimane la traccia delle mani che li hanno realizzati, delle piccole variazioni e delle scelte compiute durante la lavorazione.

Il pinto e il fiocco leccese

Nel laboratorio vengono tramandate alcune delle tecniche più caratteristiche della tradizione tessile salentina, tra cui il pinto e il fiocco leccese.

Il pinto permette di creare motivi geometrici e decorazioni attraverso l’intreccio dei fili. Il fiocco leccese aggiunge invece rilievi e piccoli elementi tridimensionali al tessuto, rendendone la superficie più ricca e riconoscibile.

Sono lavorazioni che richiedono esperienza, precisione e una conoscenza profonda dei materiali. Non si imparano osservando un procedimento una sola volta. Vengono trasmesse attraverso la pratica, il confronto e la vicinanza con chi conosce già il mestiere.

Disegni storici, campionature, quaderni di lavoro e pattern compongono inoltre l’archivio tessile delle Costantine. Non si tratta di una raccolta immobile, ma di uno strumento da cui continuano a nascere nuove idee e interpretazioni.

Un antico detto pugliese legato alla tessitura recita: “Ogni cannata è pintu”. Significa che anche da un errore può nascere un nuovo disegno. Una frase semplice che racconta bene il modo in cui alle Costantine si guarda al lavoro: con pazienza, attenzione e la capacità di trasformare l’imprevisto in qualcosa di nuovo.

Quando la tradizione incontra il design contemporaneo

La particolarità dei tessuti delle Costantine sta nella loro capacità di apparire antichi e contemporanei allo stesso tempo.

Le tecniche rimangono quelle della tradizione, ma i colori, le forme e gli abbinamenti dialogano con il gusto di oggi. Accanto alle collezioni del laboratorio vengono sviluppati progetti su misura e collaborazioni con designer, architetti, strutture ricettive e committenti italiani e internazionali.

Il risultato è un artigianato che non vive soltanto nel ricordo del passato. Entra nelle case, nei progetti di interior design e negli spazi contemporanei senza perdere il legame con il luogo in cui è nato.

Ogni tessuto porta con sé un pezzo di Casamassella: i colori della terra, la luce del Salento, il lavoro paziente e una storia che continua a essere raccontata attraverso i fili.

Casamassella, un piccolo borgo alle porte di Otranto

Le Costantine si trovano nella campagna di Casamassella, frazione di Uggiano la Chiesa, a breve distanza da Otranto.

Il paesaggio che circonda la Fondazione è parte dell’esperienza. Strade rurali, muretti a secco e terreni coltivati accompagnano il percorso verso la tenuta, lontano dai tragitti più frequentati della costa.

La visita può diventare l’occasione per scoprire anche il piccolo centro di Casamassella oppure proseguire verso Uggiano la Chiesa, uno dei borghi dell’entroterra otrantino in cui è ancora possibile osservare il volto più quotidiano del Salento.

Prima di raggiungere il laboratorio è consigliabile verificare giorni e modalità di accesso, contattando direttamente la Fondazione. La visita consente di avvicinarsi ai telai, ai materiali e alle tecniche che hanno reso questo luogo conosciuto anche fuori dalla Puglia.

Un modo diverso di conoscere il Salento

Visitare Le Costantine significa scoprire un Salento meno evidente. Non quello delle spiagge e delle piazze affollate, ma quello dei saperi tramandati, delle mani al lavoro e delle storie che hanno attraversato generazioni.

È un’esperienza che invita a osservare con attenzione. Un filo dopo l’altro, si comprende come dietro un tessuto possano esserci una comunità, una scelta di libertà e più di un secolo di storia.

Da Masseria Mongiò, Casamassella è una meta ideale per una visita di qualche ora, da abbinare a una passeggiata nell’entroterra o a un pomeriggio a Otranto. Un breve viaggio nel viaggio, alla scoperta di un luogo in cui il Salento continua a costruire il proprio futuro senza dimenticare da dove viene.

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